io e i rischi
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intervista

La prima scuola che ha sperimentato il progetto
Amelia Melotti, Preside dell’Istituto Buscaglia

melottiDottoressa, la sua scuola è stata la prima a testare ‘Io&irischi’ lo scorso aprile. Perché avete deciso di aderire a questo progetto?
Perché ci è sembrata un’occasione utile per trattare un argomento molto concreto e vicino a tutti i ragazzi, in una forma nuova e molto realistica. La mission del nostro Istituto, come recita il nostro POF (Piano Offerta Formativa), è favorire la crescita degli alunni affinché diventino persone libere, autonome e responsabili. L’essere consapevoli delle proprie scelte, coscienti degli effetti che queste producono e delle ricadute che le stesse hanno sulla propria vita e su quella degli altri è proprio ciò che vogliamo insegnare ai nostri ragazzi.

Come hanno risposto i ragazzi a questa nuova iniziativa?
Tutti i ragazzi hanno accolto con piacere la proposta e, guidati dai docenti, sono entrati facilmente nel vivo delle attività, con proposte e produzioni autonome. Hanno anche applicato - in un contesto non strettamente scolastico - conoscenze disciplinari, potendo dimostrare di essere in possesso di competenze linguistiche, matematiche, tecniche ed artistiche idonee agli scopi del progetto. E’ stato utile e funzionale avere a disposizione uno strumento personale come il blocco dei Fogli di lavoro previsto dai moduli didattici, che ha facilitato notevolmente l’organizzazione pratica delle attività.

Parliamo di aspetti pratici: avete avuto difficoltà a inserire le attività di ‘Io&irischi’ nell’agenda scolastica?
Proprio perché il nostro POF prevede già attività che favoriscono la riflessione e la maturazione di una capacità critica, la proposta è stata ben accetta dai docenti che sono sempre attenti a cogliere opportunità di esperienze interessanti per i ragazzi e che, al contempo, siano educative e formative. Inserire nell’attività didattica compiti di realtà non può che essere positivo.

L’esito di questo test ha sollevato aspetti e ricadute interessanti per la valutazione generale degli studenti?
Sì, certamente. L’applicazione di contenuti scolastici in contesti reali favorisce l’apprendimento e incentiva gli studenti: anche questo è un dato sicuramente positivo.

In definitiva, cosa pensa della educazione finanziaria in classe? Secondo lei può essere utile per studenti di quella età?
I nostri allievi hanno a che fare con il denaro in modo autonomo per la prima volta, proprio nel periodo della scuola secondaria di primo grado, attorno agli 11-12 anni. È proprio questo il momento per affrontare l’argomento affinchè l’uso del denaro sia più oculato, consapevole e attento, soprattutto in un’ottica di prevenzione. Proporre i temi del rischio, della prevenzione e della mutualità in modo serio ma ludico è un valore aggiunto importante di ‘Io&irischi’, che ci ha invitato a sperimentare questo progetto.

 

scuola

noi e la scuola

La Scuola secondaria di I grado Buscaglia di Cinisello Balsamo (vedi foto in alto) è parte di un comprensivo che racchiude anche due scuole dell’infanzia e una scuola primaria. Questo Istituto è caratterizzato da una forte componente di alunni stranieri e da una significativa presenza di bambini che vivono situazioni di disagio sociale. In questo contesto, si realizzano molteplici progetti che hanno come obiettivo prioritario favorire tra gli allievi l’instaurarsi di relazioni positive e la costruzione di linguaggi comuni e condivisi. Queste attività sono un buon substrato su cui fondare una vera comunità educativa e di apprendimento.